COMMENTI (SBOBINATI) AI VANGELI FESTIVI

III Domenica di Avvento

Vangelo: Mc. 13, 33-37

In quel tempo, Gesù disse ai Suoi discepoli: "State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.

Vigilate dunque, perché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: "Vegliate!".

Ogni Parola di Gesù ha sempre il suo contrario ripetuto "scimmiescamente" da Satana. Gesù continua a dire: "Vigilate!", e Satana: "Dormite!".

E' facile addormentarsi, basta lasciarsi andare.... L'azione di Satana è quella di addormentare la gente. Addormentarla con le parole dolci, con una musica sottile che culla la fantasia, i sensi.... Addormentare le persone facendole uscire dal quotidiano e dai doveri per farle rifugiare in un "nirvana": in un mondo illusorio e fantastico.

Satana addormenta i giovani con gli ideali. La maggioranza delle cose negative che ci sono state nell'umanità sono state frutto di ideali, soprattutto giovanili, perché il giovane non conosce ancora la realtà e pensa sia tutto facile e possibile e si lascia "accalappiare" dalle utopie.

La maggior parte delle volte gli ideali sono utopie. Prendiamo ad esempio l'ideale di mettere tutto in comune, di avere tutti le stesse cose e le stesse possibilità: è un ideale che non si è mai potuto realizzare, neanche con la forza: pensate quanti milioni di morti è costato questo ideale comunista. Pensate ai milioni di morti che ci sono stati per l'ideale della Terra Santa (con le crociate). Sono stati ideali che hanno fatto "uscire" dalla vera realtà.

Gesù dice: "Vigilate!". Gesù dice esattamente il contrario di quello che dice Satana: "Non uscite dalla vostra realtà, non abbandonatevi ai desideri e ai sogni. Tenete i piedi a terra".

Gesù porta un paragone sul quale, forse, non sempre abbiamo riflettuto, per dirci che in qualsiasi momento Lui può venire a richiedere ciò che ci ha affidato. In qualsiasi momento: alla sera, a mezzanotte, all'alba, al mattino.

Bellissima la successione di questi quattro momenti che invece molte volte noi confondiamo, perché siamo abituati a scambiare il giorno con la notte. Quante volte in vacanza si potrebbe vedere un'alba, oppure un tramonto, invece... in discoteca tutta la notte e poi a dormire fino a mezzogiorno. Che cosa si gode del mare? Che cosa si gode della natura? Non si sanno godere questi singoli momenti pieni di una loro precisa e differente poesia; non si sa più distinguere la sera dalla notte. Si sente gente che dice: "Io non dico le preghiere della sera perché mi addormento". La sera non è la notte; la sera è l'imbrunire quando tutto diventa scuro, quando il sole cala e di conseguenza calano anche le energie dell'uomo, ed è proprio questo il momento di rivolgersi a Dio per chiedere un supplemento di forze.

Le preghiere della sera sono le preghiere di quando si fa buio e non di quando si va a dormire.

La mezzanotte: il fascino della mezzanotte. Quanti poeti, quanti cantautori hanno cantato la mezzanotte.

Il canto del gallo al mattino, al risveglio... Il mattino quando il sole è "uscito".

Gesù sottolinea questi momenti per ricordarci che è Lui quel Tale che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa in mano ai servi.

Il Signore ha lasciato questa terra, questa creazione in mano a noi; questo è il significato della frase: "Dopo aver lasciato la propria casa...". Il Signore ci chiederà conto di che cosa abbiamo fatto della Sua casa, della Casa Europa...

Anche la casa Europa è un bel ideale con cui Satana tesse le sue trame... L'unità d'Italia: altro ideale: come se un siciliano ragionasse come un lombardo, come se colui che ha sempre il sole sulla propria testa fosse uguale a colui che vive immerso nella pioggia.

Ideali! Addormentare! Uccidere! Fare delle false storie dell'umanità!

La casa comune! Facile dirsi!

Diceva De Gaulle: "Come possono i francesi avere una mente comune quando hanno 215 specialità di formaggio, una diversa dall'altra, e a cui sono attaccati".

Il Signore ha lasciato la Sua casa, questa terra che Lui ha creato con amore, a noi e ce ne chiederà conto: "Che cosa hai fatto della Mia casa?".

Parlavo con delle persone che non volevano affittare la casa della loro mamma, dopo la sua morte, perché volevano che la casa rimanesse tale quale la mamma l'aveva lasciata. Ho fatto presente loro che c'è gente senza casa; la risposta è stata: "Non importa, se io vedessi la casa della mia mamma rovinata per colpa di altri ci rimarrei male".

Non dico che il Signore la pensi in questo modo, però, sono sicuro che quando Lui vede che roviniamo la Sua casa ci rimane male. E la Sua casa è tutto il creato, non solo la Chiesa; infatti Gesù ha detto: "Non è necessario che preghiate Dio in questo o in quell'altro Tempio, perché Lui è Spirito e Verità (dove Verità è splendore della realtà)".

E' vero che in giro c'è del bello e del brutto, del buono e del cattivo, ma è lo splendore della Verità che si chiama realtà, e nella Verità dobbiamo adorare Dio. Quando vediamo delle cose belle che sono il frutto dell'amore creativo di Dio lungo i millenni, dobbiamo lodarLo dicendo: "Che belle cose hai fatto! Che belle cose ho capito studiando! Che belle ispirazioni hai mandato a quei pittori che ci hanno dato dei capolavori! Che belle ispirazioni hai mandato a quei musicisti che ci hanno dato delle melodie così belle!".

Dobbiamo sentire la realtà del creato come la casa del Signore. Casa della quale Lui ci chiederà conto.

Lui ha lasciato la Sua casa dando il potere ai Suoi servi.

Ciascuno di noi, che siamo i Suoi servi, ha un potere, una capacità, un'energia..., energia che noi, il più delle volte, sciupiamo in stupidaggini. L'uomo (lo dicono gli psicologi) ha delle capacità che quasi sempre ignora e quindi non sa mettere a frutto.

Stando in mezzo ai ragazzi si notano in loro queste capacità, però non sempre è facile aiutarli a svilupparle, a renderli coscienti di avere tali capacità, di avere un potenziale. Potenziale che molte volte viene annullato perché disperso o incompreso.

La scuola dovrebbe aiutare i ragazzi a prendere coscienza delle loro capacità: la scuola è formazione, allenamento... Ma anche la casa è allenamento, invece ci troviamo di fronte a dei genitori che preferiscono fare loro invece di educare.

Il Signore ci insegna: ha lasciato a noi la possibilità di fare, e anche di sbagliare. C'è tanta gioia nello scoprire le cose da soli. Molte volte si pensa di aiutare i ragazzi facendo noi, e invece... li senti dire: "Faccio io!". Il Signore ha voluto che fosse così! Invece noi, a volte, per una falsa forma di educazione, o magari per mancanza di tempo, non permettiamo agli altri di fare la propria esperienza, o di trovare la strada giusta.

Il Signore ha dato il potere ai Suoi servi: a ciascuno il suo compito.

Ciascuno di noi ha un compito nella vita. Noi non siamo delle creature generiche, infatti il Signore ha detto: "Per ciascuno di voi c'è un posto speciale..".

Ciascuno di noi nella vita ha un compito, dove compito non significa diventare i più belli o più importanti.

Se ciascuno di noi facesse il suo compito e stesse attento, ci sarebbe tutta un'armonia generale, perché il Signore suscita in ogni creatura delle spinte, delle capacità che servono alla creatura stessa ed agli altri.

I Conventi del medioevo sono stati i prosecutori della civiltà. I Conventi organizzati da S.Benedetto erano basati su un precetto: "Ora e labora": prega e lavora. Precetto che oggigiorno è stato dimenticato, infatti vale solo "Ora" e non più il "labora", che invece era molto importante perché così articolato: nel Convento ci dovevano essere almeno 12 persone, ognuna delle quali aveva un compito speciale e particolare: c'era il tale specializzato in medicina, l'altro in agricoltura, un altro ancora provetto fabbro o falegname, e poi lo scrivano... Ognuno aveva un compito così che il Monastero era autonomo tanto da poter permettere a tutti di mangiare, studiare ed avere i servizi necessari. Ognuno aveva un suo compito, e nessuno si sentiva inferiore all'altro, anche perché al posto giusto c'era la persona giusta.

Regola che non esiste nella nostra Diocesi: siamo 2000 preti, ma cosa manca? Manca l'ufficio personale. Abbiamo dei sacerdoti meravigliosi messi in posti sbagliati. Abbiamo dei bravissimi insegnanti che non sono messi nelle scuole..., ci sono persone adatte a parlare alle folle e che invece parlano a quattro "gatti"... Duemila preti dei quali centinaia sciupati, e questo perché non si è capita la Parola del Signore: "A ciascuno il suo compito".

Gesù conclude: "E ha ordinato al portiere di vigilare".

Ci sono persone che hanno dei compiti speciali: curare la porta. La porta si apre, la porta si chiude. Bisogna saper capire quando si deve aprire e quando si deve chiudere, invece sembra che ciò non sia facile.

Lo abbiamo visto nella storia: dopo il Concilio certe persone hanno aperto, esagerando, eliminando anche Altari antichi preziosissimi per poter "guadare" in faccia i fedeli... Bisognava, caso mai, eliminare il vecchio non l'antico...

Così è stato per la Messa e per la musica: bisogna fare tutto in italiano: ma chi l'ha detto?.

Papa Giovanni XXIII diceva: "Il latino è la lingua della Chiesa. La Messa, per antonomasia, che va dall'Offertorio alla fine va detta in latino. La parte dei catecumeni (la prima parte, quella dell'insegnamento) e il Vangelo, in italiano".

Nella Messa introdurre l'italiano era importante per permettere alla gente di capire le Letture e il Vangelo, quindi era giusto "aprire", ma l'esagerazione.....

Per lo stesso motivo parecchio materiale musicale della Chiesa è andato sulle "brocche", anche se adesso si cerca di "riparare" chiudendo le porte aperte ad oltranza.

Le porte vanno chiuse al momento giusto. Qualsiasi porta anche quelle delle Chiese. C'è gente che arriva ad orari impensati e dice: "Ma la Chiesa è chiusa?" La Chiesa è come una casa, e come tale, in alcuni orari va chiusa per non permettere che venga derubata.

Ripeto bisogna saper aprire e chiudere al momento giusto: si sbaglia a tener sempre chiuso, ma si sbaglia anche a voler tenere sempre aperto, quindi vedete che il compito del "portiere", cioè di quel tale che è alla porta, è estremamente importante.

Anche quando vado dalle suore per insegnare, alla porta c'è una suora portinaia che vigila e vaglia chi arriva: non può far entrare chiunque nell'Istituto!

Vigilare! Ciascuno di noi deve vigilare su se stesso e sulla propria casa.

C'è gente che afferma che in casa sua non entra nessuno di indesiderato perché c'è la porta blindata a prova di ladri, dimenticandosi invece di chiudere (si fa per dire) le finestre. Questa gente è sicura di far entrare in casa solo quelli che dicono loro, dimenticando però la televisione sempre accesa, permettendo così a qualsiasi persona di entrare in casa loro.

Se alla vostra porta, con i bambini in casa, si presentasse una donna nuda, forse non la fareste entrare..., ma invece, con la televisione la fate entrare! E al vostro ragazzo, al quale avete regalato la televisione privata da mettere nella sua stanza, quando vuole, anche di notte, fa "entrare" in casa tutte le donnine nude che vuole mentre..... voi dormite sereni protetti dalla vostra serratura di sicurezza!

"Ha ordinato al portiere di vigilare!".

Dobbiamo stare all'erta perché nessuno di noi sa quando si dovrà trovare davanti a Gesù: quando si muore ci si trova davanti a Gesù (questa è realtà e non una favola raccontata dai preti).

E Gesù, il cui volto conosciamo dalla Sindone e al Quale ci troveremo di fronte, ci chiederà conto della Sua casa, del compito che ci ha affidato e di come abbiamo fatto uso delle nostre energie.

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