COMMENTI (SBOBINATI) AI VANGELI FESTIVI

IV Domenica di Avvento

Vangelo: Mc. 1, 1-8

Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: "Ecco Io mando il Mio messaggero davanti a Te, egli Ti preparerà la strada. Voce di uno che grida, nel deserto preparate la strada del Signore, raddrizzate i Suoi sentieri", si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: "Dopo di me viene uno che è più forte di me e al Quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei Suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo".

Dice il Vangelo di Marco: "Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio".

Analizzando il testo greco, forse, si potrebbe tradurre meglio: "Così iniziò il lieto annunzio (Vangelo vuol dire lieto annunzio) riguardante Gesù Cristo".

Come dice Marco, la Buona Novella è entrata nella nostra storia, nella storia dell'umanità, non semplicemente con le parole, ma con la forza di una ricca personalità, quella del Battista, il quale chiama a sé la folla da tutte le parti della Giudea e da Gerusalemme, non solo per le cose che dice, ma soprattutto per il "peso" del suo modo di vivere.

Questo ci fa comprendere come mai Marco si sofferma a descrivere il modo di vestire del Battista, il suo modo di nutrirsi, il suo modo di fare....

Vestito di peli di cammello (non il cappotto di lana di cammello), cioè con un abito rigido e una cintura ai fianchi (non una fascia ma una dura cintura di pelle); si cibava di cavallette e locuste e miele selvatico (un mangiare spartano!). La fortezza del Battista derivava dal suo modo di vivere.

Una delle leggi fondamentali della religione è trasmettere i valori religiosi con forti personalità.

Per trasmettere la fede, la religione ci vuole una forte personalità, e questo vale tanto per le folle, quanto nell'ambito della famiglia.

Dei genitori dicono: "Ma come, io sono praticante...., vado a Messa..., invece i miei figli....": per trasmettere le fede ci vuole una forte personalità, una personalità entusiasta.

Le persone che vivono nel loro "brodo", che pensano solo a fare le loro cose, non possono trasmettere la fede.

Uno dei mezzi di Satana è proprio quello di "addormentare" le persone, così da renderle "deboli". Satana "dice" alle persone: "Accontentati di quello che hai, di quello che sei....".

Accontentarsi di quello che si ha e di quello che si è senza guardare troppo avanti, senza ideali: questo è il modo giusto per bloccare il Regno di Dio. L'accontentarsi viene "confuso" con una virtù cristiana: con la pazienza.

Ogni virtù cristiana ha sempre il suo "somigliante", ma in realtà, se ci si fa caso, questo è il suo contrario.

La pazienza è una dote, ma intesa come viene intesa ai nostri tempi: "Prendila come viene", è acquiescenza. Pazienza vuol dire patire, sentire il peso di quello che si sta affrontando e vivendo, quindi è una cosa ben diversa dall'acquiescenza.

La fede "viva" si trasmette attraverso persone "vive" e non attraverso a delle mummie, a degli addormentati, a dei rassegnati.... La vita si trasmette con la vita.ÞIl messaggio di Giovanni Battista viene veicolato dalla sua personalità.

La caratteristica degli iniziatori, come possono essere Gesù Cristo, Budda, Maometto..., è quella di non aver scritto neppure una riga.

Non ci avete fatto mai caso? Non hanno scritto neppure una riga! Se a noi è arrivato qualcosa detto da queste persone è perché altri, coloro che hanno sentito, si sono premurati di scrivere.

Perché non scrivevano? Perché non avevano tempo?

No! Il motivo vero è che non avevano bisogno di scrivere perché avevano in "mano" il mezzo di trasmissione vivo della vita divina che era in loro: la loro figura, il loro modo di essere, il loro modo di fare. Parlavano non solo per mezzo della dottrina che manifestavano, ma parlavano con il peso di tutta la loro vita.

Nella catechesi dobbiamo tenere presente queste cose: di Gesù Cristo dobbiamo presentare la Sua forte personalità, il Suo modo di essere, tutti i particolari della sua vita, anche i più (apparentemente) insignificanti, che ne mettono in risalto la Sua figura.

Satana "ride" della catechesi impostaci dai Vescovi (Commissione Episcopale Italiana), perché in essa Gesù non "salta" fuori. "Saltano" fuori la dottrina della Chiesa, le leggi morali..., ma la personalità di Gesù non "salta" fuori. E' un dato incontestabile per chiunque abbia analizzato i catechismi.

Non si istruiscono più i bambini sulla "figura" di Gesù Cristo, ma li si istruisce sulla Chiesa, sul Papa, sui Vescovi, sulla storia delle religioni.

Gesù Cristo: illustre sconosciuto, per cui il ragazzo non viene a contatto con una forte personalità.

Quando si parla di Gesù Cristo c'è la tentazione (sempre nell'ambiente ecclesiastico) di "smussare", di togliere gli spigoli, di cercare di non far vedere un Gesù che sa anche "incavolarsi", a tal punto da usare la sferza (il Vangelo dice: fa delle cordicelle e sferza a destra e a sinistra). E usa la "sferza" proprio nel giorno che viene chiamato giorno della "pace". Tutto da ridere: se c'è una giornata in cui Gesù Cristo mostra la forza, e non certamente una capacità di pace-acquiscenza nell'andare d'accordo con tutti, è proprio quella.

Bisogna smussare: "Ma cosa dite? Quelle cose sono "eccessi". Alla gente non bisogna dare cose che diano loro fastidio.... se no non vengono più.

Abbiamo paura della defezione delle persone e così le accontentiamo; diciamo loro non quello che devono sentire ma quello che vogliono sentire, così siamo sicuri che tornano e riempiono le Chiese.

E' il solito discorso del Tempio....: quello che conta è la gente che entra nel Tempio, e questo interessa tanto i commercianti che hanno le bancarelle fuori dal Tempio, quanto coloro che sono nel Tempio.

Se noi prendiamo in considerazione quelle personalità che hanno dato origine a delle caratteristiche religiose (Cristo, Budda, Maometto...) , vediamo che non hanno scritto una parola perché era importante trasmettere da voce a voce, da persona a persona. E' per questo che Gesù dice: "Io sono con voi fino alla consumazione dei secoli.

E' la presenza di una "Persona" che manda avanti il cristianesimo, e non il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti o i bravi fedeli. Invece, ogni tanto, qualche persona di quelle sopra citate, si "piazza" davanti a Gesù Cristo e dice: "Sono io il gran capo!". Questi sono gli "anticristi", cioè coloro che si mettono davanti a Cristo (anti = davanti, anticamera).

Persone che dovrebbero veicolare la personalità di Gesù Cristo e che invece pongono se stessi davanti a Lui!

Questo discorso abbraccia anche i genitori: i genitori devono capire che agli occhi del loro figlio la personalità più grande che si deve presentare è quella di Gesù Cristo, e non quella del papà, della mamma, del nonno, dello zio...

Gesù Cristo è la personalità più forte che abbiamo, e bisogna credere veramente che questa personalità è ancora in mezzo a noi. Non bisogna pensare a Gesù Cristo come a qualcuno vissuto 2000 anni fa e basta.

Certo, alcune maniere di intendere la vita liturgica o la catechesi possono indurre a confusione: oggi stiamo parlando dell'Avvento, stiamo aspettando Gesù, ma... Gesù è già venuto 2000 anni fa' ed è ancora in mezzo a noi, quindi è inutile aspettarLo. Noi nell'Avvento stiamo ricordando la venuta di Gesù: ricordo non aspettativa.

Nell'Avvento bisogna cercare di rivivere i sentimenti religiosi che c'erano prima della venuta di Gesù. Rivivere, ecco perché la Chiesa ci ha messo all'inizio dell'Avvento il Vangelo di Marco che parla di Giovanni Battista. Il Battista non operava prima di Gesù, è venuto dopo..., ma è il concetto che conta.

Se noi non crediamo veramente alla frase di Gesù: "Io sono con voi fino alla fine dei secoli", facciamo il "secondo" passo che in genere si fa dopo che i fondatori hanno fondato una comunità: ci "impantaniamo", ci "invischiamo".

In un secondo momento dopo la vita dei loro fondatori, giustamente, i discepoli sentono il bisogno di analizzare la personalità del fondatore, quindi incominciano a scrivere la dottrina del fondatore, fanno della teologia sulla sua dottrina, magari supponendo cose alle quali lui non aveva mai pensato. In questo modo la religione diventa una istituzione, una Chiesa, una società organizzata: cose che ci devono essere ma che non sono il punto di arrivo.

In certe congregazioni religiose si analizza la figura del fondatore, la sua grande personalità, quello che lui diceva, i suoi pensieri, la sua impostazione, la santa Regola..., e così, la santa Regola diventa Vangelo, e in nome di precetti umani (dice Gesù ai farisei) si trasgredisce il precetto divino. Questo avviene normalmente: ci sono certe congregazioni religiose nelle quali dopo le 20,30 non si può più telefonare perché va rispettata la regola: può morire la mamma di una suora, può succedere qualsiasi tipo di catastrofe...

La santa Regola: il regolamento! Attenzione al regolamento. se i ragazzi intendono la religione solo o principalmente come regolamento non si entusiasmano, perché loro per natura sono trasgressivi.

Se presentiamo la religione come un regolamento, la gente cerca di "sgattaiolare": il regolamento è una cosa, l'amore è un'altra.

Se la Chiesa si riducesse ad essere solo un'organizzazione, se in essa non ci fosse questo continuo essere di Gesù Cristo e della Sua Vita divina, sarebbe un guscio senza contenuto.

Ciascuno di noi deve essere un Giovanni Battista che si sforza di preparare la strada di Gesù nel cuore dei ragazzi, nel cuore della gente.

Molte volte noi, per un errore di prospettiva, quando parliamo con gli altri di religione o del nostro modo di vivere la religione, pensiamo di essere un altro Gesù Cristo, cadendo nella tentazione di considerarci un "padreterno", così che nelle nostre espressioni si "intrufolano" le nostre idee (che non sono quelle di Gesù Cristo).

Parlando con le persone mi accorgo proprio che tante volte sovrappongono le loro idee alle idee di Gesù Cristo, e alla mia domanda: "Ma siete sicure di quello che dite?", risposta: "Certo, questo è il cristianesimo". Di conseguenza, discussioni enormi per far intendere che le loro idee non fanno parte delle idee di Gesù Cristo perché non trovano riscontro nel Vangelo.

Ciascuno di noi deve sempre confrontare le proprie idee con quelle del Vangelo, affinché non ci si trovi a veicolare, propagandare, trasmettere le proprie idee e non quelle di Gesù Cristo.

Questo è proprio quello che è successo ai nostri cari "democristiani" i quali erano convinti di trasmettere le idee del Vangelo, invece trasmettevano le loro, e cosi si sono trovati "a terra", proprio perché Gesù non era in mezzo a loro. Ancora adesso "credono" di essere dei veri cristiani e di trasmettere la parola di Gesù, invece non sanno che a volte trasmettono la parola leninista e marxista.

Bisogna stare molto attenti a non cadere nella tentazione di "fare" il Gesù Cristo invece del Giovanni Battista. E' giusto fare il Giovanni Battista, cioè il precursore, colui che prepara la strada a Gesù, ma bisogna ricordarsi che Gesù è più grande del Battista e ... di noi.

Prima di parlare con una persona bisogna invocare mentalmente Gesù (ce lo dicono anche i Santi), affinché diventi presente tra noi e la persona con la quale parliamo. Solo così saremo dei Giovanni Battista che preannunziano, preparano umilmente la strada a Gesù, e... una volta preparata bisogna sapersi tirare indietro, proprio come ha fatto il Battista.

Ciascuno di noi preparandosi all'Avvento deve convincersi che se vuol far arrivare Gesù Cristo nel cuore delle persone, deve credere fermamente che Gesù Cristo, in quel momento è tra lui e gli altri, tra lui e i suoi figli, tra lui e i suoi parenti.

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