COMMENTI (SBOBINATI) AI VANGELI FESTIVI

VI Domenica per Annum

Vangelo: Lc. 6, 17-20-26

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era una gran folla di Suoi discepoli e gran moltitudine di gente di tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone.

Alzàti gli occhi verso i Suoi discepoli, Gesù diceva: "Beati voi poveri, perché vostro è il Regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'Uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei Cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai a quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

Diceva Tomas Eliot che il cristianesimo è la via che conduce al possesso di ciò che avevamo cercato nel posto sbagliato.

Dio ha collocato vastissimi e inesauribili giacimenti di gioia nel mondo, perché Lui ci vuole contenti, felici. Dio ha fatto per i nostri progenitori il giardino che noi chiamiamo terra, proprio perché fossero contenti, non solo con lo spirito, ma anche con il corpo.

I primi uomini, di questi giacimenti, ne hanno scoperti alcuni e si sono tramandati l'informazione, così tutti, da secoli, si precipitano ai soliti pozzi, cioè quelli che gli uomini, sbagliando credono i pozzi della gioia: il potere, l'avere, il valere, il godere, l'apparire, il ricevere, il possedere.

E' a questi "verbi" che ci attacchiamo, anche se poi non siamo contenti. Passiamo da un "verbo" all'altro, da un pozzo all'altro: non ci è andato bene il potere? Ci consoliamo con l'avere, oppure con il valere! Non riusciamo neppure nel valere? Ci rifugiamo allora nel godere fisico (azione di nutrimento o di riproduzione). Non ci accontentiamo neanche di queste sensazioni? Allora cerchiamo di apparire, di farci belli! Il possesso delle cose non ci basta? Cerchiamo di possedere le persone...

Ci fermiamo a questi "pozzi" trascurando l'esplorazione degli "altri" .

Noi siamo abitudinari, quindi ci lasciamo portare dalla comunicazione, dai mass-media, i quali ci propinano questi "pozzi" di gioia, dove la gioia non c'è, o che almeno, non è quella che noi speravamo.

Alla fine del mondo ci accorgeremo con stupore che la maggior parte delle riserve di gioia esistenti sulla terra erano rimaste intatte, in quanto pochissimi ne avevano fatto uso.

Il cristianesimo ci rivela questi "giacimenti" inesplorati, e ci fornisce, la maggior parte delle volte, la mappa per rintracciarli.

Dove trovare la mappa? La mappa la si trova nel Vangelo. Il Vangelo illumina gli altri Libri della Sacra Scrittura.

Noi dobbiamo passare dalla montagna (Discorso della Montagna) alla pianura (le beatitudini).

Dal discorso programmatico della Montagna di Gesù, alla pianura che vediamo oggi: "Gesù disceso con i dodici si fermò in un luogo pianeggiante. C'era una gran folla di Suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme, dal litorale di Tiro e Sidone"

Il Signore incomincia: "Beati...". Beati: è interessante notare che dice: beati e non sarete beati. Beati ora e non un giorno quando approderemo nel Suo Regno. Beati qui sulla terra, perché il Suo Regno incomincia qui.

Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di capire il significato della Parola di Gesù. Innanzitutto bisogna capire la partenza del discorso delle Beatitudini; partenza storica.

Ad ascoltare Gesù arrivano persone di tutti i ceti, quindi Lui "tocca" tutte le categorie delle persone e dice una "Parola" per tutti: a tutti, non potendola dire a ciascuno.

"Beati voi poveri perché vostro è il Regno di Dio": quel giorno c'erano dei poveri che erano venuti apposta per ascoltare Gesù; non come al giorno d'oggi dove la maggioranza dei poveri viene in Chiesa solo per cercare l'elemosina. Quel giorno c'erano dei poveri che erano andati solo per ascoltare la Parola di Gesù! Gente che mancava di benessere materiale, di sicurezza materiale, e che andava da Gesù per trovare la sicurezza e il benessere dello spirito in Lui. Qui sta il segreto: persone spinte da una disgrazia o da una manchevolezza, cercano la gioia al posto giusto, la cercano presso Gesù:

"Beati voi poveri che in questo momento non siete a mendicare soldi agli altri, ma siete venuti ad ascoltare la Mia Parola che vi darà la possibilità di sopportare la vostra situazione, o addirittura di modificarla, ma soprattutto vi farà entrare nella dimensione dello spirito che è il Regno di Dio".

Questi sono i presupposti storici: Gesù parlando alle diverse categorie di persone non dice:" Dovete diventare poveri", ma parlando con i poveri dà loro una possibilità positiva. Potrebbe infatti esistere anche la possibilità contraria: il povero potrebbe mettersi nella condizione di bestemmiare Dio o di imprecare contro la società...

"Beati voi perché siete venuti ad ascoltare una Parola giusta, una Parola che non vi imbroglia, una Parola che non vi "condisce" via tanto per allontanarvi...".

Gesù parla anche a coloro che hanno fame. Non dimentichiamo che diverse persone per seguire ed ascoltare Gesù non avevano la possibilità di far provvista di cibo.

"Beati voi che ora avete fame perché sarete saziati": una speranza data con Parole sicure e con autorità; una speranza dettata dalla fede, una Parola che spinge alla fede.

C'era anche gente che piangeva perché aveva perso un parente... e trovava le parole dei conoscenti insufficienti: come si può consolare una mamma che ha perso un figlio, o un figlio che ha perso un genitore? Non si sa cosa dire... E' difficile consolare una persona che piange anche se ha trovato il coraggio di sfogarsi, di far strada alle lacrime invece di richiudersi in se stessa.

Quante volte noi vorremmo piangere e invece ci richiudiamo in noi stessi per vergogna, oppure per un cuore duro che ci siamo "creati" per salvarci dalla sofferenza. Un cuore dove il desiderio è stato soffocato così da preservare dalla sofferenza (discorso di Buddha).

"Beati quelli che hanno il coraggio di piangere perché vuol dire che hanno ancora un cuore, che sono ancora sensibili; che non hanno il cuore di pietra, ma lo hanno di carne. E' chiaro che con il cuore di "carne si soffre! Chi ama soffre... L'unico posto dove non si soffre per amore è l'inferno, perché lì non esiste l'amore ma solo l'odio, la vendetta, la gelosia.

Quando si ama si soffre, si piange (almeno in alcuni momenti), ma Gesù dice:

"Beati voi che ora piangete perché riderete".

"Beati voi quando gli uomini vi odieranno". Quando Gesù parlava certamente ci saranno state presenti persone che alcuni amici o parenti odiavano (parenti serpenti): odiati magari per l'eredità, o perché gli affari andavano bene.

Gesù dice ancora: "Beati quando vi metteranno al bando (da parte) perché avete la fede, perché credete nel Signore...".

Si può essere messi da parte in tanti modi, per esempio in televisione, anche se si sente parlare continuamente di libertà: la libertà esiste solo se la pensi come "loro", e non se ti professi cristiano. Per avere posti di comando in certi "partiti " della cosiddetta sinistra politica bisogna fare la professione di ateismo. Eppure Gesù dice: "Beati quando vi metteranno al bando, o peggio, vi insulteranno".

Quanti insulti ricevono i cristiani, anche pubblicamente, solo perché la pensano come Gesù!

"...E respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell'Uomo". Gesù affronta una situazione estremamente grottesca: Lui è stato condannato dal Sinedrio quale bestemmiatore!

C'è una bella frase che dice: "Il credo religioso è solo un dito che indica la luna (Dio); alcune persone religiose non vanno mai oltre lo studio del dito". E' vero, alcuni studiano la teologia, la Storia Sacra che sono il "dito", e non Dio.

Prosegue la frase: "Altri invece sono impegnati a succhiare quel dito". Sono tanti coloro che si servono della religione. Lo vediamo oggigiorno a Roma con l'evento del Giubileo... Tutti d'accordo, sia le autorità religiose che quelle civili.

Sempre alla frase: "Altri ancora si servono di quel dito per ripararsi gli occhi": litigano tra di loro facendo gli integralisti, e in nome della religione si "scannano" tra di loro... Queste sono le persone "bigotte" rese cieche dalla religione.

Continua la frase: "Sono rari veramente i religiosi che sono sufficientemente staccati dal dito, in modo da vedere quello che esso indica (Dio) oltre l'apparato religioso. Questi sono quelli che essendo andati oltre l'apparato religioso sono considerati blasfemi". Gesù lo ha detto: "Vi chiameranno scellerati a causa del Figlio dell'Uomo. rallegratevi quel giorno ed esultate perché la vostra ricompensa è grande nei Cieli".

Sarà grande la ricompensa nei Cieli per coloro che hanno dato testimonianza vera a Gesù senza "impelagarsi" con gente che non crede in Lui e lo offende.

"Ma guai a voi ricchi". Questa non è maledizione ma solo un avvertimento: "Ricchi, vi mettete nei guai".

Gesù è buono; Lui non è l'agitatore di folle presentato da Pasolini nel "Vangelo secondo Matteo". Gesù è Padre e come tale vuole bene a tutti, quindi ci avverte: "State attenti perché vi mettete nei guai. Guai a voi ricchi perché vi mettete nei guai in quanto avete già la vostra consolazione. Voi siete già satolli e avete già quello su cui basate la vostra vita".

La cosa di cui necessitiamo veramente è la disponibilità a imparare qualche cosa di nuovo, a cercare qualcosa di nuovo, cioè, sentirci poveri, lacunosi.

Quando si vuole insegnare qualcosa sulla religione a qualcuno ci si sente rispondere: "Io so già!". Se la Parrocchia propone l'approfondimento del Vangelo o della Bibbia, la risposta è la solita: "Io so già!".

"Guai a te che ti senti già ricco!": ricco di religione, di morale, di soldi, di sicurezze...

"Guai a voi che ora siete sazi": sazio, cioè a "posto".

Bisogna avere il coraggio, giorno per giorno, di rimettere in discussione la nostra fede, la nostra situazione spirituale per vedere dove siamo carenti, cosa che difficilmente facciamo perché abbiamo paura di approfondire l'ignoto.

Alcuni ascoltavano Gesù ridacchiando per ridicolizzarLo, e a loro Lui dice: "Guai a voi che ora ridete". Davanti a Dio ride bene chi ride per ultimo!

"Guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete perché vi siete volutamente distaccati". Molti credono di non aver bisogno di Dio, di non aver bisogno degli altri, ma... al momento della malattia li cercano. Cercano coloro che hanno disprezzato, ignorato, perché si accorgono di aver bisogno di loro, e... non solo di loro, ma soprattutto di Dio.

"Guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete"!

E a coloro che venivano da Gerusalemme: Sacerdoti, Scribi...: "Guai... quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo facevano i vostri padri con i falsi profeti". Facciamo attenzione a quando si parla troppo bene di noi!.

Essere lusingati dalle belle parole degli altri è la trappola del successo: "Quando tutti parleranno bene di voi".

Quando si sale l'onda del successo bisogna ricordarsi di chi e di che cosa si lascia alle spalle, perché presto o tardi il successo finisce e si ridiscende l'onda... e si ritrova coloro che si sono lasciati.

Il Signore ci fa questo discorso solo per evitarci delle brutte delusioni.

Concludo con delle beatitudini analoghe che considero alla base delle Beatitudini di Gesù che sono le più grandi e le più profonde:

  • Beati voi se quando pregate non dite mai io, ma dite sempre nostro: Padre nostro", Invece si sente dire: "La panca è mia, la Messa è mia...".

  • Beati voi che siete liberi anche da voi stessi così potete essere in comunione con Dio.

  • Beati voi che siete convinti di non poter crescere da soli e non vi accontentate dell'amico e dell Ôamica del cuore.

  • Beati voi che credete nell'amicizia e cominciate voi a donarla per primi.

  • Beati voi che vi guadagnate il sostentamento senza arrecare danno o pericolo ad alcun uomo.

  • Beati voi che non cercate di apparire diversi da quello che realmente siete e non vi nascondete dietro a mille pretesti e bugie, ma dite: io sono così!

  • Beati voi quando la vostra parola corrisponde al vostro pensiero, e il vostro volto rispecchia il desiderio e i sentimenti del vostro cuore.

  • Beati voi che non dite: non posso, invece di dire: non voglio.

  • Beati voi che esprimete la vostra sapienza in maniera cortese, franca e veritiera.

  • Beati voi che oltre ad essere coerenti, non arrossite dell'impopolarità.

  • Beati voi che oltre ad essere fedeli, non temete di essere una minoranza.

  • Beati voi che non seguite gli "slogans" del sistema, non accettate la morale del profitto, perché siete un muro di cemento che blocca le frane rovinose della società. (S.Varnavà)

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