COMMENTI (SBOBINATI) AI VANGELI FESTIVI

Domenica delle Palme

Vangelo: Gv. 12,32

Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti della regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel Tempio dicevano tra di loro: "Che ve ne pare? Non verrà Egli alla festa?". Intanto i Sommi Sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava Lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo.

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che Egli aveva risuscitato dai morti. E qui Gli fecero una cena: "Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria, allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì di profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei Suoi discepoli, che doveva poi tradirLo, disse: "Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?". Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: "Lasciatela fare, perché lo conservi per il giorno della Mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete Me".

Intanto la gran folla dei Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che Egli aveva resuscitato dai morti.

I Sommi Sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Questa settimana si apre con questo brano di Vangelo che accenna a due Sacramenti: uno dell'Antico Testamento e uno del Nuovo Testamento.

Sacramento significa: segno sensibile ed efficace della grazia.

Noi sappiamo che i Sacramenti istituiti da Gesù sono sette: la Chiesa ce li ha insegnati, ma... anche prima di Gesù Cristo c'erano i Sacramenti, ed uno di questi viene nominato da Giovanni: "Era vicina la Pasqua dei Giudei, e molti dalla regione andavano a Gerusalemme per purificarsi". Un Sacramento dell'Antico Testamento: il Sacramento della purificazione, molto più semplice dell'attuale Sacramento della Confessione.

A quei tempi, coloro che venivano aspersi con il sangue dell'agnello immolato nei giorni di Pasqua, ricevevano la remissione dei loro peccati; tutti coloro che, presenti nella spianata del tempio assistevano alla "cerimonia'" del sacerdote che li aspergeva con dei rametti di "rosmarino" o di ulivo intinti nel sangue dell'agnello sacrificato, ricevevano la remissione di tutti i peccati. Noi oggigiorno la chiameremmo confessione comunitaria.

Tutto questo dovrebbe far riflettere certi moralisti che hanno fatto troppe casistiche sul Sacramento della Penitenza!

Il Sacramento della Penitenza, all'origine, ai tempi di S. Ambrogio, era riservato alle colpe gravi che il cristiano commetteva davanti a tutti, cioè, dando scandalo pubblico. Il cristiano, per ricevere la remissione dei suoi peccati, doveva fare una penitenza pubblica che poteva durare anche dei mesi: esempio ne è il caso di Teodosio che Ambrogio fermò sulla soglia della Chiesa dicendogli: "No! Tu che hai commesso l'eccidio di Tessalonica non puoi entrare in Chiesa! Prima fa la penitenza che ti impongo, poi, una volta liberato dal tuo peccato, potrai entrare!".

Prima si faceva la penitenza, anche pubblica, dei propri peccati, e poi si era riammessi nella comunità! Questa è storia e non mie elucubrazioni.

Questo era il Sacramento della Penitenza. Poi ha subito delle variazioni, e... praticamente lo hanno "svuotato" del suo significato...: ora la gente viene, si confessa, riceve l'assoluzione qualsiasi peccato abbia fatto (eccettuati pochi), per penitenza tre Ave Maria alla Madonna e... "chiuso il discorso"!

Come dicevo prima: coloro che andavano al tempio il giorno della Pasqua venivano purificati dai loro peccati (noi questo lo abbiamo conservato come rito ma non come significato vero e proprio). Questo è il primo Sacramento di cui si parla oggi nel Vangelo.

Il secondo Sacramento è dato da un fatto importante: "Maria presa una libbra di olio profumato di vero nardo prezioso, cosparse i piedi di Gesù, e li asciugò con i suoi capelli".

L'olio di nardo (profumatissimo) era conservato in una fialetta che la sposa nel giorno delle nozze rompeva per versarlo sul capo, sui piedi, sul corpo della persona che aveva sposato e a cui intendeva consacrarsi per tutta la vita.ÞQuindi, Maria, con quel gesto, indica chiaramente che lei non si sposerà con nessun altro perché lei vuole bene a Gesù. Lei fa capire che il suo amore è e sarebbe stato solo per Gesù.

Io non capisco come la Chiesa non abbia visto in questo gesto di Maria il Sacramento che porta alla consacrazione ecclesiale delle suore! La Chiesa ha visto nelle Parole di Gesù rivolte agli Apostoli: "Fate questo in memoria di Me", l'istituzione del sacerdozio (che viene ricordato nel giovedì Santo) e non ha visto l'istituzione della consacrazione femminile a Gesù nel gesto di Maria!

Il gesto di Maria va analizzato. Ci sono due voci discordanti: in un Vangelo, che non è quello di Giovanni, si dice: "I discepoli (non solo Giuda Iscariota) dicono: Perché tanto sciupio?...".

Perché sprecare tanti soldi per onorare Gesù? Questa è una delle tante frasi che hanno mortificato Gesù! Frasi in uso ancora oggi!

Noi siamo diventati vittime di tutto quel movimento cosiddetto sociale, che in Italia ha imperversato dal 1968 in avanti. Movimento materialista, movimento che ha messo in primo piano i poveri, i "tartassati ma che ha dimenticato Dio! Si può fare tutto il sociale che si vuole, ma quando Dio non viene nominato, o addirittura viene eliminato, si mortifica Gesù.

I cristiani sovente si fanno prendere in inganno. Ci sono cristiani che stanno collaborando con dei "professati" atei e... che non si accorgono dell'imbroglio che ci ha portati e che ci porterà a vivere esperienze "dure". Purtroppo l'uomo ha bisogno di "pestare il naso", di capire, sbagliando, cosa significa mettere Dio da parte!

Il fatto di Maria provoca due reazioni. La prima nei discepoli: "Perché tanto sciupio?". La seconda in Giuda: "Perché non si è venduto per trecento denari e non li si è dati ai poveri?".

Giuda (anche a nome degli altri) quantifica il gesto in soldi: non valuta il gesto come atto di amore, ma come realizzo economico. Eresia! Non si può ridurre tutto a un atto economico. Ci sono dei gesti, ci sono delle cose che sono per se stesse espressione di amore, e di conseguenza non sono quantizzabili!

E' vero che il profumo di Maria era molto costoso (circa 300 denari: un denaro era la paga giornaliera di un operaio!), ma non si può "buttare" il suo gesto fatto con tanto amore.

L'altro aspetto che Giovanni mette in evidenza, anche perché ha provocato in lui una reazione (Giovanni, ai tempi di Gesù, era un ragazzo di diciassette anni): "Questo, egli (Giuda), disse non perché gli importasse dei poveri, ma perché era ladro";

Gesù certamente sapeva che Giuda rubava, ma non lo aveva mai detto a nessuno perché Lui era amico di tutti (anche se tutti non erano amici Suoi). Gesù voleva bene a Giuda, quindi gli aveva dato tutte le opportunità per "cambiare", per togliersi il difetto della disonestà; certamente avrebbe potuto mettere Pietro sull'avviso:" Pietro controlla Giuda". Ma Gesù rispetta l'intimità di tutti.

Gesù non ha mai "condannato" Giuda, invece Giovanni, che è uomo e ha la mentalità da ragazzo reagisce: "Questo non perché gli importasse dei poveri ma perché era ladro".

Gesù non ha mai dato del ladro a Giuda finché questi era in vita.

Vediamo ora il personaggio di Maria.

Maria aveva un trasporto straordinario per Gesù; trasporto che non ci deve stupire perché era segno della sua adorazione per Lui. Adorazione e consacrazione che il Signore accetta! E per questo la difende con una frase "pesante" che poi analizzeremo: "I poveri li avrete sempre con voi, mentre non avrete Me".

Il segno di adorazione di Maria avviene con qualcosa di prezioso: con il profumo di nardo. Non sciupio o spreco, ma qualcosa di prezioso per adorare Gesù.

Maria è ai Suoi piedi ed ascolta, e... Marta capisce: questa volta non dice: "Vieni ad aiutarmi...". Marta ha capito che c'è un altro modo di servire il Signore: quello della contemplazione, dell'amore gratuito.

Amore che secondo la logica delle persone pratiche non serve a nulla: invece non è così. Prendiamo ad esempio le suore che servono il Signore nella clausura: non sono capite dalla gente normale che vi domanda: "Perché non lavorano? Perché non aiutano i poveri? Perché non si prodigano in attività sociali?".

Non tacete quando la gente vi fa queste domande; se lo fate siete dei cristiani con la "coda" fra le gambe!

Bisogna saper rispondere alla gente, e per farlo bisogna fare come ha fatto Maria. Facciamo in modo che la logica utilitarista di Giuda Iscariota non prevalga in mezzo ai cristiani e ai non cristiani.

La logica evangelica non è solo quella di servire il prossimo, o di servire Dio attraverso il prossimo, ma è anche quella di servire Dio direttamente. Invece... il "sociale" prevale su tutto, anche se la maggioranza delle volte è una "bugia". Servizi sociali-sanitari: bugie... perché in realtà se si sta male e si vuol qualcosa lo si deve pagare! Se si ha bisogno di un'operazione urgente, meglio non aspettare il "sociale" e farsi operare pagando!

Sociale: ci si riempie la bocca con questa parola!

Sociale: ci si ferma alla parola dimenticando il rapporto diretto con il Signore. Oggigiorno, con l'utilitarismo, con il discorso economico-sociale che impera, è difficile sentire la necessità di ciò che apparentemente non serve a noi direttamente!

Noi diciamo: il grano serve all'uomo quindi è utile, ma la gramigna buttiamola via! La gramigna non servirà all'uomo ma serve agli uccelli del cielo, quindi è utile anche lei. Non si può valutare solo quello che serve a noi: nella natura siamo tutti insieme, c'è armonia! Ci sono cose che non servono a noi ma servono ai passerotti o agli altri animali!

Il profumo di nardo che si spande nella casa di Maria, è un atto di amore, di adorazione che ci ripropone il discorso di ciò che è prezioso. Non si possono solo prendere le cose che non servono più per darle al buon Gesù! C'è un proverbio popolare che dice: "Quand la carn la serviss più, allora la se dà al bon Gesù!".

Non si può fare il peccato di Caino che prendeva le pecore più brutte, quelle che non riusciva a vendere al mercato, per darle al Signore!

Invece noi stiamo proprio facendo così: oggigiorno per celebrare la Messa usiamo i calici di terracotta, oppure di comune metallo, e non, come una volta, i calici di metallo prezioso( il più prezioso!). Oggi si imbroglia il Signore: si usano le cose che luccicano ma che non sono d'oro! Anche per il signore si usa "bigiotteria" e non più l'oreficeria!

Al Signore vanno date le cose più preziose; per il Signore bisogna usare le cose più preziose!

Facciamo tante cose "apparenti" e dimentichiamo le cose sacre: la Messa va detta su un "tavolo" dove ci sono le reliquie dei Santi, dove c'è la pietra sacra e non su un tavolo che poco prima è servito per una conferenza e dal quale si fa sparire il tappeto rosso per mettere al suo posto una tovaglia bianca! Invece lo si fa perché è comodo...

E volendo posso continuare...: per fare il concerto di un cantante famoso si prendono dei microfoni sensibilissimi, degli impianti costosissimi, invece... per trasmettere le cose del Signore in Chiesa si "prende" un amplificatorino da poco per risparmiare...

Per il Signore si risparmia..., poi in casa nostra abbiamo l'impianto ad alta fedeltà con quattro casse per sentire bene...

Per il Signore basta l' "armonietto" da quattro soldi, invece per il "piano bar" ci vuole la tastiera che vale milioni...

Per il Signore basta l'armonietto e per certi cristiani che abitano in zona occorre (in casa loro) l'organo a canne!...

Se noi crediamo nel Signore dobbiamo darGli il meglio: "Dai al tuo Signore la parte migliore di te stesso e di quello che hai", e non lo scarto!

Ho pena quando girando vedo in certe sacrestie armadi che sono stati "smessi" da chi si è fatto l'arredamento all'ultimo grido: l'armadio vecchio non serviva più, quindi lo hanno regalato alla sacrestia per metterci i paramenti per la Messa...

Potrei continuare all'infinito con queste descrizioni, ma sta di fatto che "mettere" i poveri al primo posto è una "trappola".

I nemici della Chiesa hanno detto: "Voi preti dovete interessavi dei poveri; voi suore interessatevi di quelli della terza età; voi dovete stare in sacrestia, negli ospedali... e noi prendiamo le scuole, i giornali, le banche...".

"Evviva" i cristiani sociali che non si accorgono di essere presi per i "fondelli" in nome della carità, in nome dell'assistenza sociale!

Gesù nel discorso della Montagna ha detto: "La fede si conserva con le opere buone e con la preghiera". Ci vogliono tutte e due!

Se si fanno solo le opere buone ma si elimina la preghiera si finisce col diventare atei; solo con la preghiera senza le opere buone si finisce per essere "fuori dal mondo" e non testimoni nel mondo. Ci vogliono preghiera e opere buone: tutte e due, ma prima di tutto occorre servire Dio, adorare Dio!

Dice la lettera di San Paolo: "Se tu non ami tuo fratello che vedi, come puoi amare Dio che non vedi?". E' vero, ma se non ami il Dio che non vedi non arriverai mai ad amare il fratello che vedi, perché questi non ha un bell'aspetto. Aiutare certa gente povera non è grande cosa! Anzi, a volte viene voglia di "prenderli a sberle" perché, in genere, non sono solo poveri ma anche lazzaroni, quindi, se non lo si fa per Dio non lo si farebbe proprio...

Ritorniamo al Vangelo: l'unguento "spezzato" da Maria ci deve far riflettere!

Chiudo: non dobbiamo arrivare a un'osservazione sbagliata: "Maria, tutto quello che sta facendo lo sta facendo per il corpo di Gesù, e dopo qualche giorno quel corpo viene flagellato, crocifisso, distrutto... Cosa lo ha fatto per fare?". La risposta ce l'ha già data Gesù: "Lo ha fatto per la Mia sepoltura!". Che cosa significa?

Gli atti di amore che noi facciamo verso l'uomo; gli atti di amore che una mamma fa verso un bambino; gli atti di amore che una donna fa verso il suo uomo, sono preziosi anche se poi vengono distrutti.

La morte distrugge... Ci sono qui presenti dei fratelli a cui la morte ha distrutto tutto ciò che avevano di caro, ma... tutto quello che loro hanno fatto quando il loro caro era in vita, valeva la pena di farlo.

Gli atti di amore, di delicatezza... hanno un loro significato enorme, hanno valore, perché sono fatti a delle persone e non a delle cose. Se poi..., il figlio diventato grande non ricorda più molto, e quindi non è riconoscente, non importa, perché tutte le cose che sono state fatte per lui hanno valore, perché bellissime, e soprattutto, perché sono state fatte per una persona che durerà per tutta l'eternità in quanto immortale (anche se apparentemente morto).

Si vive in eterno! Il Signore dice: "Io sono il Dio dei vivi e non dei morti".

Il gesto di Maria, anche se poi il corpo di Gesù verrà "distrutto", è un gesto che ha valore. Gesù di lei dice: "Questa donna ha fatto un atto di adorazione gratuita verso Me".

Ciascuno di noi in questa settimana ricordi: non vale solo il sociale, solo il familiare, ma vale soprattutto il rapporto diretto di amore, di adorazione verso di Lui".

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