COMMENTI (SBOBINATI) AI VANGELI FESTIVI

Immacolata Concezione della beata Vergine Maria

Vangelo: Lc. 1, 28-42

In quel tempo, L'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".

Maria è stata "riempita", ≥impregnata" di Spirito Santo e ha mantenuto questo Spirito dentro di lei.

Che cos'è lo Spirito Santo? E' uno spirito di sapienza.

La sapienza era in Maria fin dal suo concepimento: è questo che si dice quando si ripetono le parole "Immacolata Concezione".

Maria è stata concepita immacolata, cioè ripiena di sapienza.

Noi mettiamo l'accento su "immacolata", e precisamente sul fatto che in lei non c'è nessuna macchia, e di solito ci fermiamo qui, ma io penso che la cosa importante per Maria era l'aver avuto la "pienezza" dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha "riempito" sempre più Maria, e lei sempre più Lo desiderava; Lo desiderava in modo forte, cosciente, innanzi a tutto e a tutti: per questo l'Angelo l'ha chiamata "Piena di grazia".

Maria era "piena'" di grazia, di Spirito Santo sin dal suo concepimento, sin dal momento della visita dell'Arcangelo Gabriele (a quell'epoca lei avrà avuto 16 o 17 anni).

Interessante è anche il fatto che oltre alle parole dell'Angelo, lei abbia potuto sostenere anche la presenza del medesimo. Altri, per esempio Daniele, sono stramazzati a terra alla presenza dell'Angelo, o altri ancora, ad esempio Giuseppe, lo hanno visto solo in sogno. E questo perché Giuseppe non aveva la "pienezza" di Maria dentro di sè, anche se uomo buono e giusto. Un conto essere uomini buoni e giusti e un conto è avere la "pienezza" di Spirito Santo.

"Pienezza" di Spirito Santo, di sapienza, dove sapienza non è solo capacità di vedere le cose nel loro insieme, non è solo intelligenza che significa "guardare nel profondo delle cose", ma è un dono dello Spirito Santo che permette alla persona una visione d'insieme, una visione di approfondimento nell'ambito spirituale. Sapienza che abbraccia una parte della nostra attività spirituale (che noi chiamiamo spirito): l'intelligenza, la memoria..., ma che è soprattutto una caratteristica dell'anima.

L'anima è la scintilla che Dio ha fatto uscire da Sè, quindi è una parte Sua che Lui riveste, mediante i genitori terreni, di un corpo, e a cui dà un impulso affinché possa vivere per l'eternità, naturalmente se l'anima sceglie di vivere per l'eternità. Se l'anima si rifiuta e si ribella a questa strada, coscientemente, malgrado tutte le operazioni di misericordia e di rientro che Dio fa per farla ritornare nella Sua strada, alla fine del mondo si perde: quella vita che Dio le ha dato, a malincuore se la riprende ed è la morte eterna.

L'anima in Maria ha avuto delle caratteristiche particolari.

generalmente si dice: "Maria è stata preservata dal peccato originale": bisogna mettere a "posto" queste parole.

Il peccato di origine l'hanno fatto i progenitori. Ci sono tante versioni, tante ipotesi..., cioè se i progenitori fossero solo Adamo ed Eva o parecchie coppie... (Noi non c'eravamo quindi non possiamo dire!).

Quando si dice che il peccato viene "trasmesso", non bisogna intendere il peccato che passa da persona a persona. Noi cosa c'entriamo con quello che hanno fatto Adamo ed Eva? Affari loro! Noi non abbiamo commesso nessun peccato!

La persona che nasce non ha commesso nessun peccato, ma il peccato dei progenitori si è ripercosso e quindi ha avuto delle conseguenze che sono rimaste. Faccio un esempio: se un genitore dice a un figlio: "Non giocare al pallone nella tua stanza perché altrimenti rompi un vetro". E quando il figlio, continuando a giocare, rompe veramente il vetro, può chiedere perdono al padre in continuazione ma... i vetri sono rotti e chi entra in quella stanza se li trova davanti. Questo è il senso del peccato originale!

Noi non nasciamo con il peccato dentro di noi, ma nasciamo con le conseguenze che il peccato dei nostri progenitori ci ha lasciato. Conseguenze che comportano una riduzione della nostra capacità spirituale.

Si dice che i nostri progenitori non fossero stati creati sulla terra; essi venivano da un'altra dimensione. La terra era un giardino dove loro potevano, materializzandosi, vedere e godere della vegetazione. Ma... in questo giardino loro hanno commesso una disobbedienza.

Il Signore aveva detto loro: "Mangiate tutto quello che volete, godete di tutto quello che vedete, però... desidero "misurare" la vostra ubbidienza. Di quell'albero voi non dovete mangiare!".

Non che in quel particolare albero ci fosse chi sa quale proprietà preziosa; l'albero era solo un modo di valutare e misurare la fiducia che quelle creature avevano in Lui, Dio. Purtroppo Adamo ed Eva non hanno avuto fiducia nelle Sue parole; hanno avuto maggior fiducia nelle parole del tentatore che ha insinuato in loro: "Non vuole che mangiate di quest'albero perché non vuole che diventiate come Lui".

A questo punto vediamo in parallelo le due figure, quella di Eva e quella di Maria.

Eva non è capace di fare una domanda al tentatore. Maria, invece, "piena" di sapienza (quindi più intelligente di Eva) domanda all'Angelo, quando le dice: "Tu diverrai la madre del Messia", "Come può avvenire...?".

Prima di dare una risposta all'Angelo, Maria "piena" di sapienza e di intelligenza pone una domanda. Eva invece non fa domande. Stolta, avrebbe potuto chiedere: "Mangiando di questo frutto si diventa come Dio? Ma allora, perchè tu non lo fai?".

Ecco la differenza tra l'intelligenza umana di Eva e la sapienza e intelligenza divina di Maria.

Adamo ed Eva, due creature di Dio che erano spirito e che nello stesso tempo potevano materializzarsi (diventare corpo), commettendo nel giardino la "colpa", rimangono bloccati e diventano corpo. Diventano corpo e non possono più entrare nell'altra dimensione, non possono più spiritualizzarsi...: sono bloccati definitivamente. Si ritrovano con un corpo che prima non era necessario coprire data la loro capacità di materializzarsi e smaterializzarsi e che permetteva loro di andare dalla terra agli "spazi".

Adamo ed Eva con la loro "disubbidienza" perdono la capacità di smaterializzarsi e rimangono sulla terra incominciando una vita fatta di materia, bloccata dalla materia, vincolata dalla materia e sottoposta alle leggi del "giardino" (la terra) e non più a quelle dello spazio.

La colpa di Adamo ed Eva è rimasta in eredità all'uomo anche se lui fa di tutto per ritornare "là" da dove i suoi progenitori sono venuti. L'uomo si sforza di superare la propria materialità con delle "tute", con dei razzi, con delle capsule spaziali...: idee inutili ma che vengono all'uomo perché nel suo subconscio antico "sente" che lui non era un "corpo terrestre".

Gesù è venuto per farci fare l'operazione al contrario. Lui permette all'uomo di staccarsi dal suo corpo per ritornare negli spazi, e... Lui ce ne dà la prova con la Sua resurrezione.

E in mezzo a questa operazione storica c'è la Madonna, c'è Maria, la quale genera un Figlio che ha una natura umana unita a delle possibilità sovrumane, o meglio soprannaturali. Un Figlio che si muove, che mangia (anche dopo la resurrezione), ma che nello stesso tempo può "sparire, può passare attraverso le porte, può riprendere quel modo di essere spirituale (non sappiamo come chiamarlo diversamente) che era il modo di vita dei nostri progenitori.

Gesù ci ridona la possibilità di essere quello che erano i nostri progenitori, Adamo ed Eva; possibilità che hanno perso: ecco il significato del cosiddetto peccato originale.

Quindi, a mio avviso, sarebbe più giusto dire conseguenze del peccato originale e non "peccato originale", ma purtroppo traducendo delle espressioni letterarie a volte ci si dimentica qualche attributo, qualche sostantivo...

La Madonna "piena" di Spirito Santo, quindi sapienza, era già nella dimensione dello spirito. La stessa dimensione nella quale inizialmente (prima del peccato) si trovava anche Eva; dimensione nella quale aveva la possibilità di sfruttare la sua sapienza interiore, ma non l'ha fatto perché attratta dalla "dimensione" del giardino terrestre.

I sensi, le cose terrestri ci ottundono. Bisogna fare attenzione perché la fisicità, la natura, la corporeità tendono ad obnubilare l'anima.

Bisogna fare attenzione alla nostra fisicità affinché non schiacci la nostra sapienza interiore. E' Gesù stesso che ci racconta questo: lo abbiamo letto in un altro Vangelo: "Fate attenzione che ubriachezza e dissipazioni non gravino su di voi e vi impediscano di sviluppare la sapienza".

La personalità di Maria vista sotto la luce della sapienza è una personalità che deve far fare l'esame di coscienza a ciascuno di noi.

Nessuno di noi può dire: "Io non ho la sapienza!". Dio dà la sapienza a chiunque la voglia.

Mentre l'intelligenza si sviluppa e si esercita con lo sforzo psichico, la sapienza è un dono di Dio; dono che Dio dà inizialmente e che bisogna cercare di sviluppare.

Da qui arriviamo al Battesimo. Ci dicono che il Battesimo è fatto per cancellare il peccato originale: espressione poco felice!

Il Battesimo è fatto per immettere, per sviluppare in noi la sapienza che ci permette di agire guidati dallo Spirito Santo, e non dai nostri sensi, oppure sì con i nostri sensi ma guidati dallo Spirito Santo. Si può amare fisicamente, ma per amare veramente occorre essere sorretti dall'amore vero, amore di donazione e non di appropriazione.

Questo è il significato del Battesimo ed è per questo che lo si dava esclusivamente alle persone adulte. S. Ambrogio stesso, di cui noi abbiamo celebrato la festa, ha ricevuto il Battesimo da adulto. Nel tempo poi, qualcuno che aveva la "fissa" del peccato originale ha deciso di dare il battesimo anche ai bambini...

A questo proposito vi leggo un brano di un libro, scritto da don Giorgio Basadonna e intitolato "Lettere pretine" (lettere scritte ad un prete). In una di queste lettere si legge: "Reverendo don Claudio, che "cagnara" ieri pomeriggio nella sua Chiesa. C'era il Battesimo di tre bambini, con i genitori e i parenti di ciascuno, e con altri bambini scatenati mentre gli adulti sembravano non interessarsi molto di quanto stava accadendo. Voi li chiamate Battesimi comunitari perché dite che è la comunità parrocchiale che accoglie il bambino, e attraverso il Sacramento lo rende membro vivo e inserito nel Cristo e figlio di Dio. Ci credo anch'io! E' vero, è questo il Battesimo del cristiano, ma non vorrei essere maligno. A parte questa osservazione vorrei chiedere a lei se questo rito del Battesimo esprime la verità e la profondità del Sacramento: se realmente chi vi partecipa viene condotto dai gesti e dalle parole nel cuore del mistero e coglie il meraviglioso dono di Dio. Non le sembra che si insista troppo sul peccato, originale, sul dominio di Satana, quasi che il piccolo sia un indemoniato e abbia bisogno di un esorcismo? Non voglio negare nulla del dogma cristiano, ma vorrei che il Battesimo facesse vedere meglio la sua misteriosa efficacia. L'Infinito e l'Eterno entrano nella storia del bambino che da ora in poi verrà educato a realizzare questa sua dignità così grande. Ma tutto questo sembra nascosto e sommerso nelle parole stereotipate del rito".

"Rinunci al diavolo e alle sua pompe..." , le avete mai sentite queste parole? Lo so che i liturgisti mi vorranno male ma sarebbe veramente ora di cambiare queste parole perché la gente resta confusa...: questa lettera mi sembra giusta.

Continua la lettera: "... Ma tutto sembra nascosto e sommerso nelle parole stereotipate del rito, nell'espressione troppo lontana dalla sensibilità attuale, tanto è vero che i presenti ben difficilmente sono presenti prendendo parte, la loro parte nel rito; sono invece partecipi ad altri particolari: alle fotografie, all'incontro con i parenti e i conoscenti rivisti dopo molto tempo. E il rito diventa una confusione. La cagnara di cui le dicevo... E' spiegabile perché ciascuno fa quello che gli pare, più vero e più utile in quel momento. Non si può cambiare il rito, renderlo più aderente alla Verità profonda del suo contenuto e così più aderente alla mentalità attuale che si coinvolge solo quando ha capito e ha apprezzato ciò a cui viene chiamato? Altrimenti si pensa che sia soltanto un rito di purificazione come in altre religioni. Ma purificazione da che cosa? Da chi? So che molti oggi non fanno battezzare i neonati perché vogliono lasciare loro la libertà di scelta da adulti, oppure perché gli stessi genitori non sono più cristiani. E' giusto allora continuare a ripetere riti e parole che non hanno più una risonanza viva nella maggioranza delle persone? Caro Reverendo lo dica ai suoi superiori, e se può non accetti tanta "cagnara" ai Battesimi".

Questa è una delle lettere pubblicate da don Basadonna, ma vi assicuro che se volete potete divertirvi, nello stesso libro ce ne sono molte altre interessanti; lettere dove le persone finalmente riescono a parlare con un prete dicendogli le cose in "faccia".

Noi dobbiamo veramente riflettere sul Battesimo perché è un Sacramento molto importante.

Il Battesimo ci introduce, ci dà la possibilità di sviluppare la "sapienza", dote che altrimenti rischia di essere schiacciata da un mondo che non è certo eccelso.

Il bambino non nasce con in sè il male (è quindi inutile fare gli esorcismi) ma nasce con il male attorno a sè, quindi noi dobbiamo rinforzarlo di dentro con un'educazione veramente cristiana.

Educare un bambino vuol dire portarlo a sviluppare in sè la sapienza che è fatta di tanti piccoli particolari. Particolari come la preghiera: anche se il bambino è piccolo bisogna pregare ad alta voce quando lo si ha in braccio. Chi dice che i bambini piccoli non capiscono? Capiscono tutto anche se non possono esprimersi!

Pregate insieme al vostro bambino quando lo tenete in braccio!

Portate un poco il bambino in posti "purificati", per esempio in Chiesa, anche se magari vi sembra che possa disturbare! L'importante è che sia vicino a Gesù, così che la sua sapienza, poco alla volta si sviluppi.

Questo è lo scopo del Battesimo e questo è il motivo per cui si cerca di introdurre il bambino nella realtà della sapienza. Sapienza che la Madonna ha avuto e mantenuto nella sua vita, tanto da essere chiamata "Immacolata Concezione" e che ciascuno di noi deve cercare di far rivivere in se stesso per ritornare in quello spazio da cui sono venuti i nostri progenitori: il Cielo: Padre nostro che sei nei Cieli.

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